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Rossana Bossaglia
Dal Catalogo per STUDIO D'ARS
Mostra personale "La Rosa non è più Malata"
Milano, 1997

a pittura di Marisa Mezzadra, anche quando si è espressa secondo la formula che per convenzione chiamiamo "figurativa", cioè ancorata alla mimesi del reale, è sempre stata una pittura visionaria. Basterebbe a provarlo la sua tavolozza, che associa in modo talora galvanizzante, sempre inquietante, timbri di colori diversi, sia nella scala cromatica, sia nella palpabilità e insieme evanescenza della pennellata. Tavolozza che si compiace, a mano a mano sempre di più dell'uso di colori fluidi, lucentissimi nell'effetto finale; come se l'immagine complessa e turbata che l'artista ci offre, slittante da una forma all'altra in continuità metamorfica, fosse congelata da una copertura vitrea; a testimonianza che l'artista sa quale è il momento e il punto in cui la visione si definisce e può essere comunicata; offerta, così, all'emozione, a sua volta complessa e turbata, del fruitore.
Poiché ciascun artista mette a frutto quando le pulsioni interiori si trasformano in segno, la propria esperienza culturale, Marisa Mezzadra si è largamente ispirata, fin dalle sue prime prove di pittrice, alla letteratura inglese che costituisce il suo fondamentale ambito di studio.
O possiamo anche dire, come ella stessa dichiara in piena consapevolezza delle proprie motivazioni fantastiche, che la letteratura inglese e segnatamente la poesia, sono da sempre mondo prediletto per le sue riflessioni e stimolo della sua immaginazione: a cominciare dalla sua passione per William Blake, guarda caso insieme pittore e poeta.
L'ultima produzione continua a tener presente quel mondo, con speciale riferimento agli aspetti visionari del Romanticismo inglese e via via seguendo il percorso dei preraffaelliti: ma appunto quelli che a loro volta rievocano emozioni shakespeariane in una tensione creativa ambigua, dove non sai se l'arte sia concepita come rivelazione del male o liberazione dal male. E per questa via si giunge a poeti inglesi del nostro secolo, l'un l'altro legati da una catena culturale inscindibile.
Certo il tema della rosa, cioè della bellezza insieme assoluta ed effimera, è tema perfetto per un' indagine come questa; cioè per una pittura che scandaglia le zone del mistero e dell'inesprimibile per liberarle dall'afasia; e mentre alcune delle ultime opere della Mezzadra mantengono il gusto per una pennellata schiumosa e vaga, che appunto insegue l'indicibile, altre dello stesso periodo sublimano il tema nelle immagini forbitissime e limpidissime della rosa, della ninfea, sino a giungere a figurazioni allegoriche, dove iconografie proprie di vari culti, ma fondamentalmente omogenee nel loro porsi in ritmica successione e nella loro deliberata sottolineatura plurietnica, si distribuiscono nello spazio con ritmi scanditi.
Una pittura ambiziosa, questa di Marisa Mezzadra, che si confronta con temi alti e ci consegna un impasto di profonde emozioni; e tuttavia godibile anche in maniera semplice e diretta, come un messaggio non privo di seduzioni edonistiche. Con questi punti fermi delle conclusive semplificazioni formali, dove emergono, purissimi, i simboli della bellezza. La rosa, davvero, consegnataci come oggetto estetico, pur mantenendo la freschezza dell'effimero naturale, appare salva dalla decadenza: non più malata.


Rossana Bossaglia
Dal Catalogo per Studio Pestalozzi
di Ludovico Calchi Novati
Mostra personale "Le Sfere della Musica"
Milano, 2005

l messaggio che Marisa Mezzadra ci comunica da sempre - voglio dire da quando intraprese la sua attività pittorica e si presentò al pubblico, cioè da una trentina d'anni - è sostanzialmente quello delle sinestesie, cioè della corrispondenza tra le varie manifestazioni artistiche. La sua tecnica espressiva è la pittura, se vogliamo usare una definizione convenzionale; ma intanto appare subito necessario precisare che cosa intendiamo con questo termine: con una singolare padronanza ella passa da impasti di colori intensamente materici a fluidità trasparenti; utilizzando come base i sostegni più diversi, dalla tela al cartoncino al pannello gessato e così via; e sviluppando la sua dolce forza comunicativa nella ricchezza di una tavolozza variata, sgranata o condensata, forte nei contrasti oppure dolcemente scorrevole.
L'ampiezza di queste sue modulazioni non riguarda soltanto l'esercizio della tecnica che definiamo pittura; alla base profonda delle suggestioni che si traducono in formule espressive sta, come si accennava poco sopra, il senso della sinestesia. Marisa Mezzadra avverte profondamente dentro di sé, traducendolo in emozione, il rapporto fra le varie manifestazioni artistiche: legate ai sensi naturali dell'uomo, che le recepiscono in una sottile varietà di timbri, esse possono esprimersi nel suono o nel colore in piena corrispondenza, cioè nell'andamento visivo del segno e nella ritmicità del suono, quando raggiungono la finezza espressiva che li fa riconoscere come arte.
Questo modo di sentire trae la sua forza ispiratrice da svariati modelli: dall'Oriente estremo-asiatico ma anche da quello islamico, dai ritmi poetici della letteratura antica alle suggestioni shakespeariane: e Shakespeare è un punto di riferimento fondamentale per questo modo di sentire l'arte, tanto forte è la vitalità dell'immagine trasmessa dai suoi versi.
Tutto quanto si è accennato sin qui, è quanto ha sempre sentito, e inteso trasmetterci Marisa Mezzadra nella sua produzione artistica. Anche le ultime opere che ora ci presenta appaiono in linea con quanto abbiamo inteso interpretare; ma ovviamente non ripetono formule precedenti; si proiettano verso nuove letture seguendo in particolare l'immagine ritmica di spartiti musicali, dove sembra che ella intenda sottolineare la visibilità della musica, come se la struttura disegnativa dello spartito corrispondesse perfettamente al suono.
Dedicando dunque le immagini alla musica, la Mezzadra ne sottolinea la corrispondenza; non per niente la base poetica è costituita dalle "Corrispondenze" baudelairiane: il simbolismo non è il contrario dell'immagine diretta della natura; ne è il risvolto intellettuale, testimonianza esplicita del corrispondersi di arte e sapere.


CORRIERE dell’ARTE
21 Maggio 2005

LE SFERE DELLA MUSICA
“Imagine all the people living life in peace” (John Lennon)

Alberto Mattia Martini
Studio D’ARS, Milano

mmaginare un giorno tutte le  persone della terra vivere la vita in pace è probabilmente un'utopia, anche se corrisponde al desiderio d'amore che ancora avvolge una parte dell' umanità.
Una misteriosa energia aleggiante nella natura, spirituale espressione, che inspiegabilmente viene come bloccata, catturata e raccontata sotto le sembianze di quella che tutti noi oggi chiamiamo arte. La musica è una delle tante piume che compongono le ali di questa entità, è la sua voce, il tremore che vibra al suo interno e che produce note poetiche o urli di sofferenza e protesta. Ma l'arte si esprime sotto varie forme e espressioni, e può anche unirsi in unica forma, in una genesi energetica che non vede confini.
E' ciò che accade in una galleria milanese, lo Studio Pestalozzi, dove fino al quindici maggio sono esposte le opere dell' artista Marisa Mezzadra. Come afferma Rossana Bossaglia nel catalogo della mostra, l'artista lavora ed esprime la sua ricerca nella direzione delle sinestesie, cioè nella corrispondenza tra le varie manifestazioni artistiche.
Le opere esposte nascono prevalentemente dall'ascolto della musica, di maestri come Lennon, Debussy, Bellini, Beethoven, Mahler e tanti altri, che stimolano la sensibilità dell'artista ad amalgamare e a tradurre la musica in pittura. Lo spartito musicale pare essere lo spazio sia figurato, che immaginario nel quale la Mezzadra fantastica e realizza il passaggio tra suono e materialità visiva della musica. Una ricerca che nasce negli anni, che prima ha trovato forma nella poesia, per poi sempre più addentrarsi nelle "sfere della coscienza", nell' osservazione dell' uomo in rapporto con ciò che lo circonda e lo fa sentire vivo.
Analisi e studi trovano ampie sintesi nei quadri, movimenti pittorici che sembrano dissolvere la loro forma in pure apparizioni di colore, macchie e figure, come colpite dalla luce, manifestano la loro sensibile metamorfosi. Il richiamo alla psiche dell' uomo è evidente, desiderio nascosto di conoscere entrambi le parti che compongono l'uomo: mente e corpo. Il proliferare di forme e colori narra e svela il poetico e a volte immaginario cammino, che può mettere in atto l'uomo dentro se stesso.

Studio Pestalozzi
Via Pestalozzi,6 - Milano
Marisa Mezzadra
Esposizione personale (terminata il 15 maggio 2005)




Mostre
Anni '70 Prime collettive e una personale a Pavia
1983 - Personale - Studio D'ARS , Citifin, Firenze
1984 - Personale - Galleria Il Salotto, Como
1985 - Personale - Studio D'ARS, Citifin, Milano
1985 - Quattro artisti Pavesi, collettiva - Galleria 9 Colonne, D'ARS, Trento
1991 - Bagaglio Culturale, collettiva - Studio D'ARS, Milano
1992 - Un Punto Per Piero, omaggio a Piero Della Francesca, collettiva - Accademia di Brera, Studio D'ARS, Milano
1995 - "S" come Guglielmo Marconi, collettiva - Studio D'ARS, Milano e Scuola G. Marconi, New York
1996 - “Aria”, collettiva di pittura e testi - Studio D'ARS, Milano; Scuola G. Marconi, New York; Frank De Bellis Collection, San Francisco
1997 - Personale presso la Galleria AREA, Torino. Presentazione di Dario Salani
1997 - Esposizione personale organizzata dalla Galleria AREA alla Fiera d'Arte ARTISSIMA, Lingotto, Torino
1997 - "La rosa non è più malata", personale - Studio D'ARS, Milano. Presentazione in catalogo di Rossana Bossaglia
1998 - "Rose a confronto", collettiva - Studio D'ARS, Milano
1998 - Grandi Quadri, collettiva - Forte Crest, Studio D'ARS, Milano
1998 - Artisti Italiani a Innsbruck, collettiva - Galerie Bertrand Kass, Giacobbe Spazio, Innsbruck
1999 - “Don Quijote de la Mancha”, collettiva - Studio D'ARS, Milano
2000 - “Memories of a Century”, collettiva - Galleria AREA, Torino
2000 - Artisti a Torino, collettiva organizzata da ART POINT BLACK (Firenze), di Rolando Giovannini, a Torino, Palazzo Nervi
2000 - "1900 - 2000: Un Secolo d'Arte a Pavia". Mostra collettiva presentata da Rossana Bossaglia. Pavia, Castello Visconteo.
2000 - “Orientamenti Attuali dell'Arte Italiana”, collettiva, a cura dell'Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv - Teatro di Givatayim, Tel Aviv; Galleria BeitAba Hushi, Haifa. Presentazione di Rossana Bossaglia.
2005 - “Le Sfere della Musica”, personale - Spazio Pestalozzi, Milano. Presentazione in catalogo di Rossana Bossaglia.
2007 - “13 x 17 – Padiglione Italia” Mostra itinerante (da Venezia a Roma) su un' idea sostenuta da Philippe Daverio.
2009 - "1000 Artisti a Palazzo" mostra collettiva a Palazzo Arese Borromeo, Cesano Maderno (Milano) - 7 / 3 - 14 / 4 - 2009. Mostra ideata da Fiorenzo Barindelli; curata e presentata in catalogo da Luciano Caramel.
2009 - Firenze, Galleria 'Casa di Dante': "Titoli di Testa" collettiva curata da Rolando Giovannini. (6-18 Giugno)
2009 - Venezia, Centro d' Arte San Vidal: "Arte come Specchio di Vita", collettiva curata da Rolando Giovannini (25 Luglio - 6 Agosto)
2011 - "Torino 2011 - 150 Anni dell'Unità d'Italia", mostra collettiva al Castello Reale del Valentino, Sala delle Colonne, 3 - 8/10. A cura di Italia Arte, Associazione Culturale Galleria Folco, Politecnico di Torino
2011 - "1000+1000+1000 - Un progetto di Philippe Daverio", mostra collettiva a Palazzo Fava, Palazzo delle Esposizioni, Bologna, 30/06 - 16/10.
2011 - Mostra collettiva a sostegno di "Cambiare la rotta" ONLUS, Spazio Pestalozzi, Milano, 23/11-10/12
2012 - "Otto sguardi d'autore", mostra collettiva al Museo d'Arte e Scienza, Palazzo Bonacossa, Milano, organizzata da Enciclopedia d'Arte Italiana, a cura di Alberto Moioli, 06-18/11
2013 - "I Sensi della Natura - Dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande", personale a Palazzo Tornielli, Sala delle Colonne, Novara, a cura di Vincenzo Scardigno, 14-29/09

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Da maggio 2012 una collezione di opere di Marisa Mezzadra è stata inserita su invito su Saatchi Online.
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